CURA IDROPINICA

Cura Idropinica

 

La cura idropinica può essere effettuata in qualsiasi periodo dell'anno.
Il ciclo di cura non dovrebbe essere inferiore a due settimane; in alcuni casi è consigliabile un ciclo protratto fino a un mese.

Le acque impiegate in terapia presso le Terme di Angolo sono la "San Silvestro", classificabile come "solfato bicarbonato alcalino terrosa", e la "Fonte Nuova", classificabile come "acqua solfato-calcico-magnesiaca", ricca di sali minerali (con tracce di ioni litio, lantanio, bromuro).

 

Prima caratteristica di queste acque è che hanno pochissime controindicazioni: le enterocoliti ulcerose ed emorragiche, le diarree sintomatiche di malattie infettive e subinfettive e le controindicazioni generali alle terapie termali.

 

L'acqua S. Silvestro ha una spiccata azione riduttiva sulla iperacidità gastrica, un'azione lassativa e un'azione di facilitazione sull'attività digestiva.

I migliori risultati sembrano ottenersi nei soggetti affetti da:

  • colon irritabile con un'alternanza di stipsi e diarrea;
  • aumento del colesterolo ematico e dei lipidi;
  • ipertensione arteriosa ed alcune malattie circolatorie (netta azione antispastica e sedativa);

In particolare esplica un'azione protettiva sulla mucosa gastrica e a livello epatico un'azione trofica ed antitossica con miglioramento delle prove di funzionalità epatica e riduzione della steatosi; inoltre ha un'azione diuretica ed antispastica anche a livello pielo-ureterale per cui trova particolare indicazione nei soggetti con calcolosi delle vie urinarie e nelle pileolicistiti.

 

La Fonte Nuova, per l'azione lassativa e blandamente purgativa, è indicata nella stipsi cronica, nelle dispepsie intestinali, meteorismo intestinale da disordini dietetici, obesità, nelle intossicazioni alimentari, nel disepatismo in genere e anche nelle artrosi microuratiche contribuendo alla riduzione dell'iperuricemia.

 

Modalità di erogazione

Per quanto riguarda la modalità di erogazione delle acque il Centro Cure delle Terme di Angolo utilizza un sistema "elettronico" di erogazione a mezzo di tessera magnetica consegnata all'utente al momento della registrazione assieme a dei bicchieri graduati da 250 cc.

Le acque vengono erogate a temperatura fredda (13°- 14°) e a temperatura fino ad un massimo di 30° per favorirne la tollerabilità (nausea, pirosi, o vomito da fenomeni irritativi a livello gastrico) e renderne più accettabile il sapore.

 

La cura può essere assunta a dosi refratte facendo bere al paziente - al mattino a digiuno e al pomeriggio, alcune ore dopo i pasti, complessivamente 1-2 litri di acqua a piccoli sorsi mentre passeggia o rimane in posizione semiorizzontale (clinostatismo) per diminuire il carico portale. La posizione clinostatica, infatti, favorirebbe un rapido spostamento dei liquidi dalla parte declive verso la cavità toracica, con stimolazione dei recettori atriali, increzione di cardiotonina ed accentuazione degli effetti diuretici.

 

Nei soggetti con calcolosi delle vie urinarie, per favorire l'espulsione di piccoli calcoli, viene consigliato il carico idrico che consiste nel far bere al paziente un litro ed oltre di acqua in circa 30 minuti.

 

E' consigliabile iniziare il trattamento al mattino con l'acqua più forte (Fonte Nuova) per proseguire poi nel pomeriggio con l'acqua più leggera (San Silvestro).

 
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