Le aree d’intervento della psicologia dello sport sono molteplici e rivolte non solo all’atleta d’elitè ma anche ad atleti di medio livello che vogliono raggiungere obiettivi specifici nella loro disciplina come: il superamento dell’ansia da prestazione pre gara o in gara, una corretta canalizzazione dell’aggressività in campo, aumento dell’attenzione e della concentrazione, un adeguamento delle caratteristiche di personalità alla tecnica e l’innalzamento dell’autostima. Un’area d’intervento importante è la riabilitazione dell’atleta infortunato, le discipline sportive prese in considerazione possono essere individuali o di squadra, dal fitness agli sport estremi.
La preparazione mentale è un programma di presa in carico dell’atleta o della squadra nel quale, dopo un’adeguata analisi della domanda e valutazione psicodiagnostica, si definiscono gli obiettivi e si inizia il programma all’interno del quale possono essere utilizzate diverse tecniche con diversi approcci siano essi cognitivo-comportamentali o psicodinamici. Lo psicologo-psicoterapeuta si muove in tal senso a stretto contatto con l’atleta o la squadra, l’allenatore, i tecnici ecc. L’approccio di base è quindi multidisciplinare e può coinvolgere anche un equipe di medici e di esperti della disciplina sportiva in questione. Una delle tecniche più utilizzate è il training autogeno con relativi percorsi di visualizzazione.
Le funzioni principali del mental training sono:
- esame critico degli aspetti della prestazione
- apprendimento dei particolari della tecnica
- elaborazione e ripetizione delle strategie di gara
- consapevolezza e monitoraggio delle risposte fisiologiche
- monitoraggio e controllo delle situazioni dolorose
- attivazione dell’attenzione e gestione dello stress
- sensibilizzazione agli stimoli sensoriali importanti
Il modello d’intervento è orientato all’ottimizzazione della performance agonistica intesa come il frutto di un’interazione dinamica di elementi individuali, sociali e tecnici.
